LE CHIESE E IL CIMITERO DI GUERRA

CHIESA DI SANTO STEFANO
 
Chiesa Parrocchiale nel concentrico, fu, un tempo, la cappella del castello. La prima citazione risale al 1345, quando era soggetta alla Pieve di San Vittore. Nel 1621 risulta ad una navata, con fornice, mentre nel 1654-1658 viene ricostruita con volta in muratura e aveva cimitero connesso. Nel 1772 viene rifatto il coro e tra il 1905 e il 1908 viene ricostruita in forme lombardo-ogivali, spianando il rilievo su cui sorgeva la precedente costruzione. Il campanile venne terminato nel 1923, mentre le decorazioni interne furono eseguite nell’immediato dopoguerra.
SAN VITTORE
 
Quanto rimane è la testimonianza dell’antichissima Pieve, citata nel diploma di Enrico III del 1041 e conformata dal Vescovo di Asti (“plebem Sancti Victoris de Predocha cum canonica”) che, oltre ad avere giurisdizione spirituale su varie chiese, vanta cospicui possessi fondiari. Di impronta protoromanica, risalente cioè alla prima metà dell’ XI secolo, aveva cimitero annesso. La piccola cappella attuale conserva, dell’antico edificio, la navata centrale e la sinistra, con absidi semicircolari romaniche caratterizzate, all’esterno, da lesene e archetti pensili.
La muratura è in laterizio e blocchi di arenaria parzialmente disposti a fasce. All’interno, nel catino absidale della navatella di sinistra, si conserva un antico affresco tripartito raffigurante la madonna col Bambino, fiancheggiata da San Vittore martire e da Santa Caterina di Alessandria. Due capitelli in arenaria tufacea che concludono le lesene absidali, rilevano echi tardo romani nei motivi decorativi ad elementi vegetali. Vi è anche conservata una statua lignea della Madonna Assunta, opera dell’astigiano Giovan Battista Bonzanigo. Di altrettanto interesse sono gli affreschi fatti eseguire di recente lungo tutta via San Vittore.
 
SAN SILVERIO
 
Cappella campestre nell’area sud del territorio, verso il confine con Castellinaldo, è citata in un documento del 1242 con la denominazione “de Curmurio”. Secondo la tradizione, nelle sue adiacenze venne ricavato nel 1600 un lazzareto per i colerosi. Oggi si presenta nelle forme della ricostruzione del 1922.
 
VIALE
 
Citato nel 1041 e conteso tra Alba ed Asti, venne fatto ricostruire dai Damiani dopo il loro acquisto del feudo, nel 1462. Teatro della rivolta popolare che nel 1517 portò alla violenta uccisione di Benentino Damiano, finito a colpi di pugnale e di scure nella torre, fu ricostruito agli inizi del XVII secolo da Vincenzo Filiberto Maria Damiano. L’estinzione del catasto, nel 1800, segna anche la fine dell’edificio. Attualmente viene denominata castello la costruzione posta sul alto est della parrocchiale.
 
CIMITERO DI GUERRA
 
All’ombra della bandiera italiana e sotto la guardia di due possenti cannoni, le lunghe file di croci formano un angolo di grande commozione; sono 115 i caduti nelle due guerre mondiali
 

 

Chiesa di S. Carlo

 

Chiesa di Moriondo

 

 


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